Benessere

Quali sono i benefici degli abbracci

giovani che si abbracciano

L’abbraccio è qualcosa di così universale e pieno di significato, che ovunque nel mondo le persone usano gli abbracci per esprimere le loro emozioni, dalla gioia e l’affetto fino alla tristezza ed alla disperazione.

È durante i momenti turbolenti della nostra vita, sia sociale che emotiva, che ognuno cerca quel conforto e quei legami sociali che soltanto gli abbracci forniscono. Ci sono alcuni che pensano addirittura che l’abbraccio sia l’essenza dell’umanità poiché esso riesce ad andare oltre le differenze di razza, religione, genere ed età. D’altra parte, essere un individuo che abbraccia o coccola di professione è un lavoro legittimo.

Lavoratori di questo genere offrono i benefici propri dell’abbraccio alle persone in tutte le diverse fasi della loro vita. Alcuni di loro, ad esempio, sono specialisti nell’utilizzare questa particolare terapia tattile sui bambini nati prematuramente, nelle unità di terapia intensiva neonatale. Altre tipologie di questi professionisti si focalizzano su quelle situazioni comuni nelle case di cura o di assistenza. Altri ancora, invece, possono essere noleggiati da chiunque abbia bisogno di un contatto umano.

In maniera simile, Ken Nwadike Jr., attivista pacifista e fondatore del Free Hugs Project, partecipa ad incontri e manifestazioni allo scopo di diffondere amore e compassione. Durante le manifestazioni del 2016 a Charlotte, nella Carolina del Nord, Nwadike aveva indosso una maglietta con la scritta “free hugs” [abbracci gratis], ed è stato colto mentre regalava abbracci in un periodo di rivolte, proteste ed intense emozioni.

I benefici degli abbracci ed il percorso sensoriale

Gli abbracci come percorso sensoriale

Se si vuol capire quali sono i benefici degli abbracci, si deve innanzitutto dare uno sguardo al percorso sensoriale che è coinvolto. Nel momento in cui qualcuno riceve un abbraccio, si attivano i recettori sensoriali della pelle. La loro presenza è numerosa all’interno della pelle, ed essi rispondo quando la pelle viene toccata o piegata. Assieme ai recettori ci sono anche i nervi sensoriali, i quali attraversano tutta la pelle e si attivano ad ogni contatto. Un gruppo particolare di nervi, infatti, detti afferenze tattili C, giocano una parte cruciale quando si tratta di abbracciare o toccare. Questi nervi speciali si trovano nella pelle coperta di peli e danno una risposta ottimale nel caso di una carezza delicata. Hanno anche mostrato di attivarsi in maniera più decisa nel caso di qualcosa che venga percepito dagli individui come un tocco piacevole (1).

L’Ipotesi del tocco

Questi nervi sensoriali, le afferenze tattili C, hanno anche un ruolo centrale in quella che viene detta “ipotesi del tocco”. Secondo questa ipotesi, i nervi sensoriali si sono sviluppati al fine di segnalare il valore appagante proprio del contatto fisico.

Se attivati, i recettori ed i nervi sensoriali trasformano la stimolazione meccanica in segnali elettrici e chimici che, attraverso il nervo periferico, arrivano fino al midollo spinale e poi continuano a viaggiare sul lato opposto del cervello.

Questo viene fatto da uno dei due percorsi paralleli generali. Il primo percorso, collegato alle informazioni sensoriali, è rapido e offre i dettagli su vibrazione, pressione e posizione dello stimolo. Dopodiché, proietta lo stimolo in quella regione del cervello atta a raccogliere tutte le informazioni tattili al fine di elaborarle. Questa regione è detta corteccia somatosensoriale.

Sulla superficie della corteccia somatosensoriale si trova una mappa del corpo, che è conosciuta come omuncolo e che sviluppa le informazioni tattili derivanti dai nervi sensoriali e dai recettori tattili. Sono queste informazioni ad indicare al soggetto dove ha avuto luogo il tocco, e a distinguere il tipo di contatto – cioè, se esso sia stato un tocco leggero, una stretta o una carezza.

Il secondo percorso è più lento e attiva quelle regioni del cervello connesse a:

  • I legami sociali
  • Il piacere
  • Il dolore

Nel momento in cui i nervi sensoriali – in particolare, le afferenze tattili C – son attivati, le informazioni vengono spedite alla corteccia insulare posteriore nel cervello. Questa è una piccola regione del cervello, spesso ignorata o mal compresa, che è posta in profondità fra le pieghe della corteccia parietale e laterale del cervello. È al suo interno che la mente e il corpo trovano un punto di integrazione. La cosiddetta insula riceve informazioni in merito allo stato fisiologico del corpo e quindi produce informazioni soggettive che vengono riportate ad altre strutture del cervello.

Adesso che abbiamo sott’occhio un breve percorso educativo, possiamo passare alla parte più divertente: i benefici dell’abbraccio!

Gli abbracci sono essenziali per avere uno sviluppo sano nell’infanzia

Vi siete mai domandati cosa faccia un abbraccio? È emerso che gli abbracci, ovvero il contatto umano, siano una prima parte essenziale della vita. L’interazione per mezzo del tatto è cruciale per l’esperienza umana, specialmente per il benessere del bambino. Il senso del tatto è ampiamente considerato il primo di sensi a svilupparsi nell’utero. Subito dopo la nascita e durante le prime fasi della vita, il contatto fisico fra pelle e pelle, cioè fra la madre o chiunque altro si prenda cura del bambino ed il bambino stesso è fondamentale per lo sviluppo di quest’ultimo.

È per questo motivo che raggiungere il prima possibile quel contatto pelle a pelle, fra madre e figlio, è molto importante, sia nel caso di un parto naturale che di un parto cesareo.

Infatti, il contatto con la madre rafforza le sensazioni di attaccamento, di sicurezza e di emozioni positive. Secondo uno studio del 2010, i bambini che hanno avuto madri affettuose sono poi divenuti adulti felici, resistenti, meno stressati e meno ansiosi.

Gli studi che impiegano l’EEG [elettroencefalogramma] per misurare l’attività del cervello hanno mostrato come coccolare aumenti le risposte date dal cervello quando i bambini ricevono, da parte dei genitori, manifestazioni di affetto che possono dar luogo ad effetti duraturi sulle modalità con cui il cervello stabilisce le connessioni. Queste interazioni e queste connessioni cerebrali di nuova formazione permettono ai bambini di comprendere in quale maniera gestire sia le situazioni stressanti in maniera autonoma, che le emozioni in maniera appropriata.

Al contrario, i bambini che, dopo la nascita, hanno ricevuto poco affetto o poco contatto pelle a pelle hanno dato prova di avere problemi di tipo cognitivo, emotivo e fisico, oltre a presentare un aumento dei livelli di cortisolo (il quale è l’ormone tipicamente connesso allo stress).

Uno studio effettuato nel 2015 a Notre Dame ha mostrato che i bambini che fanno esperienza solamente in maniera minima di contatti ed abbracci durante la prima infanzia hanno finito per avere una salute peggiore e maggiori problemi emotivi rispetto a quei bambini che hanno ricevuto un numero più numeroso di abbracci. Questo studio rivela gli effetti deleteri dovuti alla mancanza di affetto.

Gli abbracci innalzano la tua ossitocina

Qual è l’emoji per un abbraccio? ???? – Eccola qua! Per sfortuna, però, se inviamo l’emoji dell’abbraccio a qualcuno, questa non è sufficiente, non appena giunta, ad indurre l’ossitocina propria dell’ormone dell’amore.

In seguito all’attivazione delle afferenze tattili C, l’ormone dell’amore, ovvero l’ossitocina, viene rilasciato dai neuroni che proiettano dall’ipotalamo, quella regione del cervello appartenente al sistema limbico – o sistema di ricompensa – e responsabile della regolazione di molti dei processi metabolici del sistema nervoso autonomo. L’ossitocina viene prodotto all’interno dell’ipotalamo ed è assai nota per i suoi effetti sui legami sociali. I neuroni che producono l’ossitocina si proiettano ampiamente in tutto il cervello, incluse quelle regioni regolatorie connesse all’interazione sociale, alla paura, all’aggressività, alla calma e allo stress.

Mentre molta dell’ossitocina rilasciata agisce su strutture varie aventi un impatto al di fuori del cervello, una parte dell’ossitocina permane all’interno del cervello e va ad influenzare il comportamento, l’umore e la fisiologia attraverso un’azione sul centro limbico (emozionale), stimolando la sensazione di appagamento, diminuendo l’ansia e lo stress, e aumentando i legami sociali.

Gli abbracci forniscono un potente supporto al sistema immunitario

L’aumento di ossitocina inoltre aumenta l’efficacia del sistema immunitario. Sì, esatto, abbracciare può essere considerato come un potenziatore naturale del sistema immunitario. Abbracciare induce l’“effetto di tamponamento dello stress”, per cui un individuo che viene abbracciato spesso è meno portato ad ammalarsi, ovvero ad avere malattie causate dallo stress.

L’ossitocina ha effetto sulla ghiandola pituitaria al fine di ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Assieme ad una diminuzione del cortisolo, il sostegno sociale per mezzo del contatto fisico permette inoltre ad un individuo di fronteggiare situazioni stressanti, anziché sfinire il proprio sistema immunitario lasciando così spazio di azione alla malattia. Uno studio del 2015, condotto a Carnegie Mellon, ha esposto adulti in salute al virus del raffreddore; così ha scoperto che gli individui che godevano di supporto sociale avevano una probabilità ridotta di ammalarsi a causa del virus proprio grazie a quell’effetto di tamponamento dello stress prodotto dagli abbracci. In più, le persone che si sono ammalate hanno presentato dei sintomi meno seri nel caso in cui avessero ricevuto abbracci ed avuto un sostegno sociale stabile, rispetto a quelle persone che invece non li avevano ricevuti.

Nello stesso momento, mentre i recettori sensoriali attivati inviano dei segnali al cervello, altri segnali sono inviati anche al nervo vago. Il nervo vago è il nervo cranico atto a mediare la risposta parasimpatica del cuore, dei polmoni e dell’apparato digerente; ciò diminuisce la pressione sanguigna aiutando entrambe le persone coinvolte in un abbraccio a sentirsi più rilassate. Studi sugli animali hanno anche mostrato come l’attivazione di tale nervo incrementi il rilascio di ossitocina, portando ad una diminuzione della frequenza cardiaca e del cortisolo, e lasciando che la persona si senta meno stressata e più rilassata (11,12).

Abbracciare produce i neurotrasmettitori “del rilassamento”

Numerosi neurotrasmettitori vengono incrementati nel cervello in seguito all’attivazione di quei neuroni sensoriali che giocano un ruolo nel caso di quelle emozioni positive connesse all’essere toccati. Un tale neurotrasmettitore, la dopamina, è collegata alla motivazione, agli obiettivi ed al comportamento di rinforzo. L’atto di abbracciare rilascia la dopamina all’interno del percorso limbico presente nel cervello, ed in tal modo genera sensazioni di piacere e soddisfazione.

Un altro neurotrasmettitore, la serotonina, viene incrementato grazie all’attivazione dei recettori sensoriali, portando ad una generale sensazione di appagamento e ad un miglioramento dell’umore. È per mezzo del rilascio incrementato di ossitocina, in combinazione con i neurotrasmettitori, che la serotonina genera quei sentimenti lenitivi e calmanti che si provano tipicamente in seguito ad un abbraccio.

Di quanti abbracci ha bisogno ogni giorno una persona?

Dunque, di quanti abbracci ha bisogno ogni giorno una persona? Anche se non è tecnicamente dimostrato dalla scienza, la compianta psicoterapeuta Virginia Satir una volta ha detto:

“Abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Abbiamo bisogno di 8 abbracci al giorno per conservarci tali e quali. Ma abbiamo bisogno di 12 abbracci al giorno per crescere”.

Preso atto di ciò che abbiamo appreso in precedenza, cioè di ciò che la scienza dice a proposito dei benefici dovuti agli abbracci, io concordo: noi potremmo probabilmente schierarci in favore dell’idea di dare (e ricevere) più abbracci quotidianamente.

Considerazioni finali in merito agli abbracci

  • Il semplice atto del tocco umano, abbracci inclusi, dà luogo ad una cascata di eventi, a partire da quella sensazione di un tocco sulla pelle il quale viaggia attraverso i nervi fino al cervello e provoca cambiamenti che riguardano tutto il corpo.
  • I recettori sensoriali ed i nervi collaborano inviando segnali al sistema nervoso centrale in modo da fornire informazioni sufficienti affinché il soggetto possa produrre una risposta motoria ed emotiva appropriata.
  • Tutto questo permette ad un individuo di avere interazioni con l’ambiente circostante per mezzo dell’elaborazione neuronale di uno stimolo tattile il quale conduce a suscitare una risposta che è spesso di natura emotiva.
  • L’azione di abbracciare incrementa l’ossitocina ed altri neurotrasmettitori connessi alla felicità ed al piacere, riducendo allo stesso tempo l’ormone dello stress, la pressione del sangue e la frequenza cardiaca.
  • Gli effetti generali complessivi dell’abbraccio conducono ad un rafforzamento dei legami sociali, al rilassamento, e ad una diminuzione dello stress. Risultano pertanto in una migliore qualità della vita.

Sull'autore

Paula

Mi chiamo Paula Calotti e sono nata a Rio De Janeiro, in Brasile. Mio padre è di Mantova, città in cui attualmente vivo, ma in me scorre sangue latino. Sono cresciuta con carne e capoeira, ho praticato tante altre arti marziali e giro per il mondo visitando fiere del fitness. Sono una personal trainer, ballerina di salsa nel tempo libero e fitness model per riviste di settore e brand d'abbigliamento sportivo. Ho aperto questo blog per raccontarvi della mia passione per la cura del corpo e della mente. La felicità parte proprio da qui.