Salute e rimedi

Come evitare il sovradosaggio da paracetamolo

sovradosaggio da paracetamolo

Il sovradosaggio da paracetamolo è uno degli avvelenamenti più comuni in tutto il mondo.

Il paracetamolo è pesantemente commercializzato per la sua sicurezza e, poiché facilmente reperibile, si crede che sia del tutto sicuro, ma quando viene assunto in grandi dosi può essere fatale.

Poiché i sintomi del sovraddosaggio sono simili a quelli di malattie comuni, il problema può passare inosservato per diverse ore. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono strumenti indispensabili per evitare epatotossicità o danni al fegato.

Proprio come gli effetti collaterali dell’assunzione di una dose eccessiva di aspirina o di sovradosaggio di ibuprofene, il paracetamolo può portare a insufficienza epatica, coma e persino morte.

Cos’è il paracetamolo?

Il paracetamolo è un antidolorifico da banco. Viene usato per alleviare il dolore e la febbre e, se usato correttamente, è del tutto sicuro.

È un analgesico perché riduce il dolore ed è antipiretico perché abbassa la febbre. Sebbene il meccanismo esatto sia sconosciuto, il paracetamolo riducerebbe la produzione di prostaglandine (sostanze chimiche che causano infiammazione e gonfiore) nel cervello. Viene anche usato per alleviare il dolore associato all’artrite, ma non risolve la radice del problema – infiammazione e gonfiore delle articolazioni.

Generalmente, il paracetamolo non ha effetti collaterali se assunto nelle dosi raccomandate. Una grave reazione allergica è molto rara, ma i segni includono prurito, gonfiore del viso, della lingua e della gola, eruzione cutanea, forti capogiri e problemi di respirazione.

Come evitare il sovradosaggio da paracetamolo

Non prendere più di 4.000 milligrammi di paracetamolo al giorno. Dato che è contenuto in molti farmaci diversi, ci si può ritrovare a prenderne più del previsto. Alcune persone ne prendono troppo accidentalmente perché il dolore o la febbre non accennano a diminuire.

È importante tenere conto del numero di milligrammi consumati in 24 ore. Ci sono anche farmaci “a rilascio prolungato”, in cui la medicina rimane nel corpo più lungo. Questi tipi di prodotti dovrebbero essere presi meno spesso, quindi assicurati di leggere attentamente il foglietto illustrativo.

Non prendere paracetamolo per più di 10 giorni consecutivi se non sotto indicazione del proprio medico.

Non combinarlo con alcol o droghe, poiché questo aumenterebbe le probabilità di danni al fegato.

Assicurati di leggere attentamente il foglietto illustrativo prima di iniziare a utilizzare qualsiasi farmaco che contiene paracetamolo. Le dosi contenute nei farmaci possono oscillare da 100 a 500 milligrammi e lo si può trovare in ogni tipo di forma, come compresse o gocce.

Ci sono anche trattamenti tramite supposte che vengono inserite direttamente nel retto, nella vagina o nell’uretra dove questa si dissolve e viene assorbita nel flusso sanguigno. Queste dosi variano, da 120 milligrammi a 650 milligrammi.

Esistono anche farmaci confezionati specificamente per bambini con dosi più basse.

L’86% delle visite in pronto soccorso per avvelenamento da farmaci coinvolgono un bambino che ha assunto una farmaco che contiene paracetamolo per adulti.

Molti consumatori non sono a conoscenza del fatto che più prodotti farmaceutici che assumono, sia su prescrizione che da banco, possono contenere paracetamolo, e che questo rende più probabile il sovradosaggio.

Sintomi del sovradosaggio di paracetamolo

I sintomi più comuni del sovradosaggio da paracetamolo sono:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Nausea
  • Dolore addominale
  • Perdita di appetito
  • Sudorazione
  • Occhi/pelle ingialliti.
  • Stanchezza
  • Urina scura
  • Convulsioni
  • Irritabilità
  • Itterizia
  • Coma

La maggior parte dei pazienti che accedono ad un trattamento entro 8 ore guariscono completamente. Senza trattamento, il sovradosaggio può portare ad insufficienza epatica e persino alla morte.

L’epatotossicità può essere il risultato del sovradosaggio da paracetamolo. Il problema è che i sintomi possono impiegare 12 o più ore per mostrarsi, aumentando le probabilità di danno epatico e morte.

Il rinvio del trattamento per più di 8-10 ore dopo l’ingestione aumenta il rischio di tossicità e le segnalazioni mostrano che non vi è alcun beneficio quando questo viene effettuato dopo 24 ore.

Il New England Journal of Medicine analizza così le fasi del sovradosaggio da paracetamolo:

  • Effetti tossici preclinici – Esiste una normale concentrazione di alanina aminotransferasi sierica.
    Il danno al fegato può svilupparsi in questa fase, ma è più probabile un completo recupero.
  • Lesione epatica – Esiste un’elevata concentrazione di alanina aminotransferasi; questo enzima viene misurato per rilevare danni o malattie. In questa fase, c’è una qualche forma di trauma al fegato. La prognosi è piuttosto varia.
  • Insufficienza epatica – Questa fase è caratterizzata da un danno epatico con encefalopatia epatica, il che significa che il fegato non può rimuovere le tossine dal sangue, che alla fine si accumuleranno nel cervello.
    I pazienti che vengono trattati in questa fase hanno un tasso di mortalità che varia dal 20 al 40 percento.
  • Recupero – grazie al trattamento, il paziente è in grado di rimettersi completamente.

Trattamento per overdose da paracetamolo

Se noti segni di sovradosaggio, chiama immediatamente il centro antiveleni più vicino o il pronto soccorso.

I segni vitali del paziente saranno controllati immediatamente all’arrivo, inclusi temperatura, polso, frequenza respiratoria e pressione sanguigna. Possono essere effettuati anche gli esami del sangue. Solitamente si fa vomitare il paziente al fine di ridurre l’intossicazione.

Può essere necessaria una lavanda gastrica. Altre procedure comuni includono: supporto respiratorio, r-X al torace, un ECG per misurare la frequenza cardiaca, lassativi e farmaci per il trattamento dei sintomi da sovradosaggio.

Un metodo comune di trattamento è l’acetilcisteina, un farmaco che viene assunto per via orale per prevenire i danni al fegato. È stato dimostrato che questa ridurrebbe, anche in maniera importante, le probabilità di morte.

Alternative sicure e naturali al paracetamolo

1. Olio essenziale di menta piperita

L’olio di menta piperita dona sollievo dal dolore muscolare e funziona da energizzante e antipiretico. Per ridurre il dolore, applicare l’olio sulla parte interessata due volte al giorno. Per ridurre la febbre, applicare l’olio sul retro del collo e sotto i piedi.

2. Aloe Vera

L’aloe vera riduce le infiammazioni, cura le ferite e le ustioni e aiuta il sistema immunitario. Può essere presa in capsula o applicata direttamente sulla pelle.

3. Ginger

Il gingerolo presente nello zenzero è un potente antiossidante e anti-infiammatorio. Facilita la digestione, previene le infezioni batteriche e fungine e riduce il dolore.

4. Curcuma

La curcuma ha potenti proprietà curative, ingerita o applicata direttamente sulla pelle. Riduce l’infiammazione e combatte il dolore in modo naturale. Può essere usata come trattamento naturale per l’artrite ed è anche utile al cervello.

Sull'autore

Paula

Mi chiamo Paula Calotti e sono nata a Rio De Janeiro, in Brasile. Mio padre è di Mantova, città in cui attualmente vivo, ma in me scorre sangue latino. Sono cresciuta con carne e capoeira, ho praticato tante altre arti marziali e giro per il mondo visitando fiere del fitness. Sono una personal trainer, ballerina di salsa nel tempo libero e fitness model per riviste di settore e brand d'abbigliamento sportivo. Ho aperto questo blog per raccontarvi della mia passione per la cura del corpo e della mente. La felicità parte proprio da qui.

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